L’Italia regala altri tre milioni all’Africa per chiudere i porti

Ecco a cosa servirà il finanziamento stanziato a favore dell’Oim (organismo che fa capo all’Onu) e quali saranno le ripercussioni più dirette per il nostro Paese

Non bastavano i milioni regalati all’Africa dal governo Gentiloni per proteggere le coste del continente in tempi in cui in Italia era immigrazione di massa. Non bastava neppure il progetto da un miliardo promosso dal ministro dell’Interno Matteo Salvini che è andato a vantaggio della classe media di Stati come il ricco Ghana. Ci mancava anche il finanziamento di tre milioni che l’Italia ha stanziato per l’Oim (l’Organizzazione internazionale per le migrazioni che fa capo all’Onu) per regolare i flussi migratori e per contrastare il traffico di esseri umani tra Nigeria e Algeria.


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A questo fine, l’Italia provvederà a fornire – esattamente come fece l’esecutivo Gentiloni nel 2017 – equipaggiamenti e strumentazioni informatiche. Tradotto, significherà che quanto poteva essere usato “in casa” per pattugliare le zone limitrofe ai porti, andrà a vantaggio dell’Africa. Il risultato più immediato sarà che gli africani chiuderanno agli stessi africani. Che, a quel punto, si affideranno allo snodo mediterraneo più prossimo che coincide (com’è facile immaginarsi) con l’Italia.


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E’ chiaro, quindi, che la politica in fatto di migranti del governo giallo-verde al netto dei programmi non sia di rottura rispetto al passato. Sono solo cambiati i metodi: si arriva meno in barca e più in aereo e si è passati dalla pantomima dei soccorsi a quella dei corridoi umanitari attraverso cui si fanno transitare esponenti della borghesia africana che abitano zone che non sono colpite dalla guerra. L’Italia deve rimanere terra di migrazione indotta e forzata. Ce lo chiedono l’Europa, Agenda 2030 e chi ha programmato per il Belpaese un futuro da terzo mondo.


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