Agenda 2030, la propaganda sul clima entra nelle scuole italiane
Seguici

REC EXCLUSIVE

Agenda 2030, la propaganda sul clima entra nelle scuole italiane

Nei plessi primari di Milano un’azienda francese “insegna” ai bambini cosa fare e cosa no, e a passare i “principi” delle Nazioni unite in famiglia. Ce n’è anche per i docenti, chiamati a utilizzare il glossario del giusto parlare

Agenda 2030, la propaganda sul clima entra nelle scuole italiane | Rec News dir. Zaira Bartucca

Articolo scritto il 04/05/19 e aggiornato il 06/05/19

Docce più brevi, meno cibo, passeggiate a piedi rinunciando alla macchina, meno riscaldamento o aria condizionata, lavatrici traboccanti. Non ha mezzi termini nel trattare la questione ambientale Engie, colosso energetico francese (ex GDF Suez) di stanza anche in Italia, e anzi sempre più radicata nel territorio del Belpaese. Di inizio aprile è l’accordo da cinque milioni firmato con Brianza energia ambiente sul teleriscaldamento, più recente la partecipazione al bando di gara per tentare di aggiudicarsi la gestione della luce pubblica ad Arezzo.

L’azienda sta portando nelle scuole il “vangelo” di Agenda 2030

L’azienda è riuscita a entrare anche nelle scuole primarie milanesi, dove da maggio porterà tramite un kit informativo i dettami di Agenda 2030, il programma delle Nazioni Unite risoluto a controllare ogni aspetto della vita sociale, economica, salutare e alimentare dei popoli. Anche Angie, del resto, dimostra l’intenzione di organizzare e supervisionare ogni aspetto della vita degli studenti e delle loro famiglie, stabilendo in che modo si debba sistemare la spesa in frigo (tenendo lo sportello aperto o chiuso?), o suggerendo – ma nemmeno poi tanto – di utilizzare qualche millilitro d’acqua per tirare lo sciacquone.

Docce brevi e posate di metallo. Intanto l’India da sola immette nell’ambiente 2,4 miliardi di Co2

Allo stesso modo, i bambini sono pregati di “smistare bene” quando si dedicano alla differenziata, e poco importa se poi sia preoccupazione di Comuni e aziende preposte allo smaltimento ammassare i rifiuti in discariche strabordanti prima che prendano il largo verso l’inceneritore più vicino. Le famiglie milanesi coinvolte nel progetto dovranno inoltre rinunciare all’usa e getta, anche se nell’Oceano Pacifico si trova un’isola di plastica grande tre volte la Francia. Ma vuoi mettere un migliaio di piatti in più nel disastrato equilibrio ambientale? Le aziende inquinano, l’India immette nell’ambiente 2,4 miliardi di tonnellate di Co2 all’anno e il Giappone “appena” la metà, ma l’apporto dei bambini milanesi – è il sottotesto dell’iniziativa – sarà risolutivo nella gestione del clima.

Il programma “deve durare più a lungo possibile” e i docenti “devono imparare a parlare”

Ma anche le famiglie, si badi, andranno indottrinate. E, semmai si dovessero dimostrare reticenti, saranno schedate in pagelle impietose con tanto di faccine arrabbiate. Il programma, poi – raccomanda l’azienda Angie – dovrà durare il “più a lungo possibile” e prevedere poster che rimangano attaccati in classe “tutto l’anno”. Poi letture, dibattiti e anche premi destinate ai piccoli e ai loro familiari più zelanti. Tutti contagiati dal pensiero incentrato sul particolare e non sull’universale, alla Greta. A questo sarà improntato anche il parlare dei docenti, ordinato tramite un glossario in cui gli insegnanti scoprono come devono parlare di cambiamento climatico, di Cop e, guarda caso, dei protocolli tipici dell’Agenda 2030.

Adv

Ora di tendenza

1" /div>