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Anniversario di Napoleone, i 200 anni dalla morte si celebrino in Italia

Bonaparte era italiano più di quanto Leonardo non fosse francese. E la Francia ci deve qualcosa dopo che ci ha rubato i festeggiamenti del più grande genio nostrano mai nato

Napoleone Bonaparte nacque da una nobile famiglia italiana nel 1769. In quell’anno, la Corsica dipendeva dalla Repubblica di Genova, e solo l’anno dopo diventerà formalmente francese. Suo padre si chiamava Carlo Maria Bonaparte, sua madre Maria Letizia Ramolino. I suoi fratelli e sorelle Giuseppe, Lucio, Elisa, Luigi, Paolo, Carolina e Jerome.


Lingue madri di Napoleone erano il corso e l’Italiano, all’epoca lingua ufficiale della Corsica. Il francese lo imparerà a scuola e, secondo alcune fonti, ad almeno dieci anni di età. A 24 anni, su mandato della Francia sarà di stanza presso l’Esercito Italiano. Suo cognato Gioacchino Murat sarà, del resto, per sempre all’Italia per essere stato sovrano del Regno di Napoli, e per aver trovato la morte in Calabria, a Pizzo, sede del Castello Aragonese dove risiedeva.


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Ma basta questo per dire che Bonaparte fosse italiano? Forse no, ma non meno di quanto i francesi, sfiorando punte assurde di ridicolaggine, sostengano che Leonardo sia stato francese. E’ l’ennesima finestra di Overton, che stavolta serve a legittimare un furto (quello della Gioconda) e a fare un po’ di sano revisionismo storico che nel giro di qualche decennio permetterà di cancellare ogni legame di Da Vinci alla sua Terra di origine. A quel punto, le (lecite) rivendicazioni dell’Italia sulle proprie opere esposte al Louvre cesseranno di esistere.


Un’ottima occasione per rimediare in parte al maltolto dei festeggiamenti (e del relativo indotto) che si sono svolti ad Amboise (dove Leonardo non è neppure seppellito!) è costituito dal duecentenario dalla morte di Bonaparte, che si celebrerà nel 2021. Sarà un’ottima occasione, semmai un probabile e munito di attributi esecutivo ne volesse approfittare, per insegnare ai “cugini” francesi che le azioni e le provocazioni hanno conseguenze e peso politico, e che l’Italia non è (più) una Nazione che si può raggirare come meglio si crede.


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