Tragedia scampata del bus: qui c’è chi ha giustificato, all’estero si indignano

Potevano perire cinquanta bimbi, ma opinionisti e giornalisti hanno parlato di “reazione” e di “protesta”. Da fuori intanto guardano con spregio al nostro odio verso noi stessi

Come tutti ricorderanno, lo scorso 20 marzo Ousseynou Sy, autista africano, si trovava alla guida di un bus. Doveva essere un giorno felice e disteso per la cinquantina di studenti che erano a bordo. La gita, invece, si è ben presto trasformata in un incubo. Sy ha pensato bene di sequestrare i malcapitati bambini, di legarli e – farneticando su Salvini, Di Maio e migranti – di appiccare fuoco al mezzo. La tragedia è stata, per fortuna, scongiurata.


Il rischio era quello di avere sulla coscienza cinquanta cadaveri di giovanissimi. A questo ci avrebbe portato l’accoglienza indiscriminata e la pratica sempre più comune di infilare africani in ogni posto che si libera. E allora alla guida dell’autobus ci è finito uno squilibrato che anziché pensare alla fortuna di avere un lavoro, covava dentro vendette generate da un modo di ragionare ai limiti del paranoico. Pensare che personaggi come Gad Lerner, prezzolato esponente dell’elìte giudaica, si sono sentiti in cuore di giustificarlo.


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A pubblicare il proprio sdegno verso l’atteggiamento giustificazionista, è stato qualche ora fa Russia Insider: “Un migrante africano ha cercato di uccidere 50 bambini italiani – titola – ma non cercare la cura sui media di sinistra. Non importa cosa ha fatto, troveranno un modo per accusare i bianchi”. L’articolo è piccato e non risparmia critiche a chi ha preferito dare la propria solidarietà a Sy anziché ai malcapitati bambini e alle loro famiglie.


“Pochi giorni dopo la sparatoria di Christchurch in Nuova Zelanda che ha causato sessanta morti – scrive “Amalric de Droevig” – un immigrato autista di autobus ha cercato di dare fuoco in Italia a cinquanta bambini bianchi. Sì, avete letto bene. Probabilmente non si sente più di tanto su questo incidente. Cosa c’è di più: questo sconclusionato incompetente senegalese zelota tentava di raggiungere i suoi obiettivi”


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“Alla fine – continuano da Russia Insider – la polizia italiana è intervenuta e i bambini italiani non sono morti. Una serie di eventi fortuiti si sono uniti per produrre uno splendido, quasi miracoloso, risultato. Ma le cose potevano andare in modo diverso. La conseguenza di questo terribile attacco, non è stata condanna internazionale. I radicali di sinistra non si sono appellati al divieto di armi per proteggere le persone innocenti come hanno fatto per la Nuova Zelanda. I neri presenti in tutta Italia non si sono addolorati e non hanno chiesto scusa per gli atti vili del loro compagno, come i bianchi hanno fatto in tutto il mondo a causa delle atrocità in Nuova Zelanda”.


“Gli esperti tv hanno giustificato l’odio anti-bianco con la diaspora africana. La stampa bugiarda ha fatto di tutto per coprire l’evento e quando, amaramente, è stata costretta a trattarlo, non ha fatto che mettere in buona luce questa povera, marrone, oppressa vittima che ha cercato di dare fuoco a cinquanta bambini. Vedete – ironizza RI – quella del povero africano psicopatico era solo una protesta contro le grandi ingiustizie perpetrate regolarmente dai bianchi privilegiati europei che hanno il nazismo più o meno integrato nel codice genetico. Cinquanta morti bianche di bambini è un piccolo prezzo da pagare per l’avanzare di qualcosa di inestimabile, come la presunta giustizia sociale”.


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