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Cambio di sesso, bimbi di tre anni “usati come cavie”

Il resoconto del Daily Mail sulla clinica degli orrori britannica sovvenzionata dal Servizio sanitario. Ci finiscono minori convinti sempre più della necessità del passaggio, con richieste lievitate: nel 2010 erano 94, l’anno scorso 2.519

La Gender Identity Development Service di Londra è la clinica degli orrori in cui i bambini venivano trattati indiscriminatamente per la cosiddetta “disforia di genere”. Tra i destinatari di terapie, anche bambini di appena tre anni. Lo riporta il Daily Mail in un pezzo ripreso da Maurizio Blondet.


Pratiche lontane da necessità dettate dallo prestare cure, e molto più in linea con i dettami cui la clinica si attiene. Per averne un’idea, basta leggere i principi cui si ispira: “Alcuni bambini sono stati assegnati maschio, ma si sentono femmine” ed “esiste una vasta gamma di diversità umana con cui esprimere il proprio genere”.


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Ma “assegnati” da chi se non da una natura che si tenta costantemente di sovvertire mettendo in pericolo la salute dei minori? Gli stessi che patiscono campagne propagandistiche mirate. Il bombardamento è continuo: passa dalla pubblicità, alle serie tv, perfino dai cartoni animati.


I dati, del resto, parlano chiaro: stando a quanto riferisce Blondet le richieste di cambio di sesso, incentivate da genitori incuranti dei rischi e risoluti a far effettuare esperimenti sui corpi del loro figli, sono lievitate, passando dalle 94 del 2010 alle 2.519 dell’anno scorso.


Speciale Lgbt Diktat
Osservatorio Minori e Tv


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