“Salvini, la pace fiscale di cui parli per noi non vale”

“Ha un’incoerenza alla base, che riguarda soprattutto chi si trova a gestire un’attività e patisce i danni del decreto Bersani-Visco”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una nostra lettrice rivolta al vicepremier Salvini. Abbiamo deciso di dare spazio a questo appello perché pensiamo tocchi una problematica che riguarda tanti italiani, e in particolare quelli che si trovano a gestire attività commerciali morse dalla crisi. Invitiamo a una lettura attenta in quanto rappresenta uno spaccato autentico e immediato che dimostra come in alcuni casi analisi e prospettive si scontrino con le necessità reali dei destinatari delle misure.


La signora si rivolge a Salvini e nella lettera spiega il motivo. Estendiamo tuttavia l’appello anche a chi ha più stretta competenza nella materia trattata. Ci chiede di pubblicare la lettera senza nome per questioni di privacy e di girare i suoi dati nel caso in cui si volesse raccogliere il suo appello e interessarsi della sua situazione, vista la sensibilità dimostrata in casi analoghi. Nell’eventualità, lo faremo volentieri per contribuire a “dare una possibilità” – per riprendere le parole di chi ci ha scritto – a una vittima della crisi economica in corso. Per chi voglia rispondere o arricchire il contributo con testimonianze proprie o osservazioni, la mail di riferimento è lettere@recnews.it


Onorevole Salvini, ho un quesito per lei ed è questo. Parla della pace fiscale che è per poche persone, perché al momento non si tiene abbastanza conto del reddito di una persona o della presenza o meno di un’attività. Se io ho un debito di 98 mila euro e il mio reddito è di 25mila euro, come posso pagare in quindici rate un debito cosi alto calcolando che verrei a pagare una somma insostenibile in presenza di un’attività che pure comporta tantissime uscite? Io, come tutti, non vivo di aria.


Ho cercato sempre di onorare i miei debiti. Devo dire “grazie” all’onorevole Bersani e alla sua liberalizzazione delle licenze commerciali, a seguito della quale mi sono ritrovata ad avere vicine ben quattro attività che vendono quello che vendo io. Ho sempre creduto nel mio lavoro ma mi ritrovo a 58 anni con un pugno di mosche in mano, e quel che è peggio è che non posso regolarizzare la mia posizione debitoria nei confronti dello Stato. Tenendo presente che dallo Stato la sottoscritta non ha mai avuto un centesimo, ma ha contribuito a mantenere i lussi e gli sprechi che i passati governi hanno fatto.


Le chiedo di considerare la modifica o l’allungamento dei tempi di pagamento e di portare l’istanza mia e di tanti italiani ai tavoli competenti per dare una possibilità reale a persone come me che vogliono arrivare al pensionamento con dignità. Una dignità che nel mio piccolo ho sempre avuto e conservato. La ringrazio e spero che vorrà darmi una risposta. Lei ha parlato giorni fa dei problemi dei cittadini, io ho seguito il suo discorso: erano i miei problemi e i problemi di molti italiani. Metteteci davvero nella condizione di risollevarci, non permettete che le nostre attività frutto di sacrifici chiudano. Nell’auspicio di una sua risposta, le rivolgo cordiali saluti.


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Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.