Gli “eroi” di Mattarella, una è accusata di maltrattamenti

L’inchiesta delle Iene svela l’agghiacciante retroscena sulla figura di Germana Giacomelli. Le testimonianze shock degli ospiti della casa famiglia gestita dalla “mamma d’Italia”, che il presidente della Repubblica ha nominato commendatore

Che le scelte di Mattarella non fossero poi così azzeccate nella scelta delle figure da segnalare per alti meriti nei confronti della Repubblica lo avevamo già scritto. Lo scorso dicembre abbiamo infatti trattato in un articolo di opinione il caso di Mustafa El Aoudi, marocchino che vanta un’attività abusiva a ridosso di un presidio ospedaliero, quello di Crotone. L’eroe ha il merito indiscusso di aver contribuito a far gettare ulteriore discredito su Luigi Amoruso, la cui povera madre è morta a causa di un presunto caso di malasanità, nel silenzio e nell’approvazione generale. Anche in quella implicita di Mattarella.
Ma il presidente sembra non si sia sbagliato solo sulla scelta dei cavalieri, ma anche su quella delle “dame”: il caso di Germana Giacomelli, nominata commendatore e “mamma d’Italia” nella stessa occasione, è emblematico. A delinearlo è stato Pablo Trincia delle Iene in una puntata del 12 marzo. Nell’ambito del servizio giornalistico ci sono ben quattro testimonianze dirette di quei bimbi, oggi cresciuti, che venivano percossi violentemente con oggetti da cucina o ridotti a sguatteri e umiliati. “Non ti vuole nessuno, ecco perché tua mamma si è uccisa”, diceva la bonaria sor Germana a uno degli “ospiti”.
Il tutto nell’indifferenza generale dei Servizi sociali che, dimostra Trincia, erano perfettamente a conoscenza di quanto accadeva nella struttura dell’orrore. Gli ex ospiti sono talmente convinti di quanto affermano da mostrarsi in pieno volto (oggi sono maggiorenni) e da recarsi nella casa in cui abitavano per sollecitare le scuse dell’eroina di Mattarella. Rimane da chiarire in base a quali criteri il presidente o il suo staff scelgano gli onorati al merito della Repubblica: se l’abusivismo e le percosse sui bambini sono considerati comportamento “onorevole”, allora forse è il caso di ripensare gli onori, la Repubblica e chi la rappresenta.

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