Brexit, nessuna mazzata. Ecco cosa cambia peri beni di consumo

A subire un leggero aumento una manciata di beni da importazione. Il Primo Ministro Theresa May: “Sarà un approccio equilibrato”

Sarà un’uscita, quella della Gran Bretagna dall’Unione Europea, attesa, cercata da lunghe sedute di concertazione che hanno coinvolto la “Lady di piombo” Theresa May, espressione della volontà popolare che si è materializzata con il referendum del 2016. Che, peraltro, non avrà tutte le ricadute negative attribuite da commentatori, media, e ovviamente dai detrattori politici.


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A fare chiarezza meno di un’ora fa è stato Bloomberg, la testata economica che ha pubblicato un articolo in cui si dà conto della volontà del governo britannico di evitare di imporre tariffe sulle merci importate in caso di mancato accordo sulle modalità di uscita.


Sarà, ha detto May, un “approccio equilibrato” che – riporta Bloomberg – non avrà ripercussioni sui beni di consumo, a eccezione di prodotti come auto, manzo e formaggio, quelli che la Gran Bretagna importa maggiormente. Com’è facile immaginare, questo non penalizzerà il produttivo Regno Unito. La “mazzata” descritta dei media e in particolare dall’antagonista BBC è, insomma, lontana. L’uscita dall’Ue chiesta dai britannici è fissata per il 29 di questo mese.


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