Yuri Gagarin, 85 anni fa nasceva l’eroe dello spazio

Nel 1961 fu il primo, dopo una serie di tentativi fallimentari, ad approdare nello spazio e a farvi ritorno. Tenente della Soviet Air Force, Kruscev lo insignì di un importante riconoscimento. Morì in circostanze da chiarire

E’ per tutti gli anni ’60 che si gioca la corsa allo spazio. Tecnologie avveniristiche, menti e competitività messi al servizio dei due blocchi contrapposti – Urss e Usa – in perfetto clima da Guerra Fredda. Prima di Shepard, prima di Glenn, la partita più importante la vinse la Russia, con l’invio e ritorno di Yuri Gagarin. Pilota e astronauta, oggi avrebbe compiuto 85 anni. Fu il primo uomo a viaggiare nello spazio esterno. Era il 12 aprile del 1861 quando compì il primo volo orbitale a bordo del suo Vostok.



Una tappa quasi obbligata dopo l’alta formazione. Membro dell’esercito sovietico, a diciannove anni pilota il primo Caccia a reazione. Qualche anno dopo diviene tenente della Soviet Air Force, poi tenente maggiore. Nel ’60 viene scelto assieme ad altri 19 per l’ambizioso programma spaziale sovietico, tra cui viene ulteriormente selezionato il “super gruppo” del Sochi Sei. L’ultima, di selezione, è quella finale: faccia a faccia con Gherman Titov, viene preferito a quest’ultimo per l’altezza più contenuta che si adattava meglio alle dimensioni della capsula che avrebbe gravitato nello spazio.



Celebre quel “Поехали!”, Andiamo, che disse in risposta a Korolev, che dalla base gli augurava un buon volo. Cristiano e per molti dipinto come un padre e marito modello, sportivo con la passione per l’hockey, nei momenti familiari prediligeva lunghi festeggiamenti, come quelli per il Natale e la Pasqua. Un “eroe” moderno ad ampio spettro, riconoscimento che di ritorno, nel 1961, gli viene ufficialmente tributato dall’allora presidente Nikita Krushev. Morì mentre pilotava un Mig-15 a causa di un incidente ancora da chiarire, e successivamente il Centro di Formazione cosmonautica di Mosca di cui era vicedirettore assunse il suo nome.



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Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.