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Dell’universo lgbt ci siamo già occupati per quanto riguarda l’utilizzo dei minori per propagandare l’idea della fluidità di genere (secondo cui ognuno deciderebbe a quale sesso appartenere) e l’uso della triptorelina, sostanza ritenuta pericolosa dagli stessi medici utilizzata per la transazione verso l’altro sesso. Abbiamo dato conto anche dell’articolo di Open sulla chiusura parziale di Gayburg per quelle che Google ha classificato come “diffamazioni” verso la nostra responsabile. Oggi vogliamo ripercorrere la nascita dell’ideologia gay e del pensiero che da minoritario è diventato dominante. Proprio così: ideologia e pensiero dominante. E inclinazioni debitamente costruite in decenni di affannoso lavoro che in tempi più recenti toccano istituzioni e organismi italiani in grado di agire in maniera radicata e capillare contando sul supporto di determinate parti politiche.

Lo scandalo Unar. Nel 2017 il giornalista delle Iene Filippo Roma sdogana quello che fino a quel momento era considerato uno strumento di assistenza e consulenza per gay e un organismo di vigilanza. L’Ufficio Nazionale anti-discriminazioni razziali perde, in un attimo, tutta la credibilità che si era affannato a costruire nel corso delle costose campagne informative scolastiche, universitarie, istituzionali all’insegna del “gay è per forza bello e buono”. Non si tratta di un’esagerazione, ma il fulcro delle ideologie di cui si accennava e che vedremo meglio tra poco. Francesco Spano, l’allora 39enne avvocato toscano, è costretto a dimettersi con gran clamore quando si scopre che il governo Gentiloni (di cui faceva parte anche la renziana di ferro con delega alle pari opportunità Maria Elena Boschi) anziché svolgere le attività decantate, sovvenzionava con i soldi pubblici diverse attività socialmente degradanti e pagate con i soldi dei contribuenti. (sotto, il servizio di Filippo Roma – “Orge e prostituzione, e Palazzo Chigi paga”).

Integrazione, pari opportunità? All’Anddos sono ammessi quasi solo i gay. Ma l’Unar, non è l’unico organismo che è stato attraversato da aspetti controversi. L’Andoss è l’Associazione ricreativa circoli omosessuali. Stupirà, ma vi lavorano quasi solo persone lgbt, almeno stando ai dati pubblicati dall’Agi: a febbraio del 2017 l’Agenzia giornalistica italiana parla di “416 dipendenti gay, lesbiche, etero, trans e intersex”. Laddove si propugnano le idee della tolleranza, dell’integrazione, dell’uguaglianza tra gay e etero, i secondi sono insomma banditi. Lo stesso non si può dire dall’altra parte della barricata. La presenza di gay nel mondo del lavoro è ovviamente tollerata, ma quello che appare strano è che venga addirittura incentivata. E’ il caso dei canali televisivi, chiamati a riempire i palinsesti con presenze gay o ambigue a causa delle sollecitazioni degli organismi di settore.

Un “esercito” con tattiche di assalto, uomini, mezzi e teorici. Ma rimanendo alla sola Italia come è potuto accadere che una minoranza acquisisca un potere tale da imporsi – spesso prevaricando – l’universo eterosessuale, scrivendosi le proprie leggi, chiedendo l’abolizione di feste come quelle del papà e della mamma a favore della “festa della famiglia”, imponendo sui documenti di identità dei minori la definizione di genitore 1 e genitore 2? Merito indiscusso dell’informazione asservita e dell’attività politica di propaganda pro-gay (in genere fiore all’occhiello dei democratici nostrani e d’oltralpe), ma soprattutto delle idee di fondo che nell’ultimo cinquantennio consentono il coordinamento e il dispiegamento di “forze” e di “unità”. Perché l’universo gay, almeno quello delle frange più fanatiche, è equiparabile a un esercito. Ha tattiche di assalto, uomini e mezzi da utilizzare e, anche, i suoi testi fondativi (veri e propri “manifesti”) e i suoi teorici, tuttora apprezzati e spesso presi alla lettera.

Il lavoro censurato e fatto cadere nell’oblìo di Vance Packard. Prima di questo è necessario fare una premessa che crei contesto. Packard (apprezzato giornalista e sociologo americano) è il “padre” degli studi sull’utilizzo della psicologia nei mezzi di comunicazione di massa per influenzare la psiche. Nei suoi numerosi saggi sostiene che l’utilizzo delle scienze legate alla psiche sono state negli ultimi decenni la strada maestra per inculcare determinati messaggi subliminali, siano essi legati alla politica, alla società o alla pubblicità (famoso a questo proposito è il libro “I persuasori occulti”). La psicologia utilizzata per convincere di una cosa facendo leva sulle reazioni umane: la paura, il senso di colpa, i difetti e i pregi del genere umano. Packard ne scrive prima di morire nel 1996 in testi come “Il sesso selvaggio – i rapporti sessuali oggi”, o “I nostri bambini a rischio”, del 1983. Una data pragmatica: Packard è infatti un precursore di segnali sociali, una sorta di Orwell della psicologia, del capitalismo e della società commerciale: è ancora il 1964 quando scrive “La società a nudo”, in cui parla delle minacce alla privacy causate dalle nuove tecnologie, di automazione e ancora una volta di tecniche per influenzare il comportamento umano.

La declassazione a “vintage”, l’irreperibilità e il dimenticatoio. Una mole di esperienza e conoscenza che, stranamente, oggi si tende ad occultare. Le librerie online classificano il Packard autore come “Vintage”, quasi a voler sottolineare che le sue teorie siano scadute, desuete, sorpassate. Eppure sul lavoro dello studioso si basa tutto il marketing e l’universo pubblicitario per come lo conosciamo oggi. Informazioni custodite gelosamente da comunicatori, politici e aziende che il giornalista ha voluto “regalare” ai lettori per far capire come un’idea (anche un’idea di accettazione) possa essere costruita per debiti tornaconti. Ne “I persuasori occulti”, per citare un esempio, Packard scrive: “L’intervistato non sa, naturalmente, che tutte le persone ritratte presentano per un verso o per l’altro degli squilibri: ciascuna è affetta da uno di questi disturbi psichici: è omosessuale, sadico, isterico, paranoico, depresso o maniaco”. Proprio così: negli accreditati studi di Packard l’omosessualità è etichettata come “disturbo psichico”. Ancora fino al 1973, è inserita nell’Albo delle Malattie Mentali.

Tutto inizia dal linguaggio. Ma come si è passati dal considerare l’omosessualità una malattia alla situazione paradossale di oggi, con gay iper-protetti e eterosessuali quasi impossibilitati a parlare di famiglia naturale, a politici, giornalisti, normali cittadini zittiti dai componenti di quella che viene definita la “Lobby gay”? Dalle teorie che legano pensiero e azioni. Se fino agli anni ’90 era considerato ordinario l’utilizzo di termini provocatori o satirici come “pederasta”,”frocio”, “checca” e simili, oggi si rischia la gogna pubblica o un’azione legale nell’articolare una persona con simili epiteti. Eppure la società ammette che il figlio di un buon padre di famiglia possa essere chiamato “bastardo” (di padre ignoto), una donna morigerata “puttana” (di facili costumi) e simili. Tutto, ma riferirsi all’omosessualità è linguisticamente vietato. Il linguaggio serve storicamente anche a propagandare idee: un’aspetto che l’Ordine dei giornalisti dei seminari formativi sul “bello e corretto parlare” ha certamente compreso.

Il primo “Manifesto gay” e le idee di distruzione di etero e famiglie. Nel 1970 il Gay Liberation Front pubblica le sue prime teorie a firma di Carl Wittman (nella foto in alto, la copertina di un’edizione). Un testo radicale tuttora molto apprezzato dalla comunità lgbt internazionale (prova ne siano le numerose ristampe), infarcito di odio verso la famiglia tradizionale e l’eterosessualità, finanche verso la donna lesbica che, scrive Wittman, non può unirsi alle battaglie degli uomini gay perché “non è la stessa cosa”.
“Questo – scrive Wittman – è il tentativo di sollevare una serie di questioni, e la presentazione di alcune idee per sostituire quelle vecchie”.  L’eterosessualità – semplifica l’autore – è servita a garantire la sopravvivenza della specie, ma “la tecnologia cambia tutto. Il tabù che continua a esistere ci sfrutta e ci rende schiavi”.

“L’eterosessualità è una cazzata tipica delle persone che hanno paura del loro stesso sesso. Il sesso tra uomo e donna è aggressività nell’uomo infettato da prepotenza maschile e obbligo per la donna. Per noi diventare etero non è una cura, è una malattia”. E ancora: “Il matrimonio tradizionale è una marcia e opprimente istituzione” cui Wittman trova addirittura delle alternative tramite determinati appagamenti sociali. E’ lui forse il primo a teorizzare l’importanza del coming-out, e a leggerlo sembra di sentir parlare un attivista, un politico (o meglio un fanatico) di oggi. E’ lo stesso che parla della “guerra psicologica”, dei gay nelle istituzioni e del fatto che i bambini posseggono una sessualità. L’attivista non lascia da parte nemmeno gli animali affermando che la zoophilia non sia una depravazione: il testo, sconcertante, è ancora oggi stampato, acquistato, utilizzato e apprezzato come arma di proselitismo della comunità lgbt. Leggerlo per trovarvi tutti gli attacchi agli eterosessuali e le idee di distruzione degli ordinamenti sociali.

Il secondo “Gay Manifesto”. Un secondo testo che ha diffusione record viene sfornato nel 1987. Lo scrive Micheal Swift, forse uno pseudonimo che nasconde l’identità di un altro attivista gay. Emblematico l’incipit: “Sodomizzeremo i vostri figli, li sedurremo nelle vostre scuole (…) nei vostri Parlamenti, in tutte le circostanze in cui gli uomini staranno con altri uomini”. E ancora: “Tutte le leggi che bandiscono l’attività omosessuale saranno revocate. Al loro posto passerà una legislazione che consentirà l’amore tra uomini”. E’ il 1987 e le leggi sulle unioni civili o decreti come quello Cirinnà sono ancora impensabili.”Faremo dei film sull’amore eroico tra uomini che rimpiazzerà le squallide, superficiali, sentimentali, scialbe, infatuazioni eterosessuali (…)”.

Noi elimineremo i legami eterosessuali. La famiglia, luogo di menzogne, tradimenti, mediocrità, ipocrisia e violenza, sarà abolita. (…) A ogni uomo contaminato dalla passione eterosessuale sarà automaticamente sbarrata ogni posizione di influenza. Tutti i maschi che insistono nel restare stupidamente eterosessuali saranno condotti davanti alle corti di giustizia e diventeranno uomini invisibili”. Satira? Farneticazioni di un pazzo? No, un testo inserito nell’Archivio del Congresso Usa tuttora studiato, stampato e commercializzato, che ha goduto di una sorte ben migliore, per esempio, del testo sulla Paneuropa di Kalergi che rimane irreperibile e considerato parte della manualistica a sostegno delle cosiddette teorie del complotto.

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“Resta solo per gli affari correnti”. Ma nel Decreto Trasporti il governo Draghi nasconde piani fino al 2025 e 700 assunzioni in due Ministeri

Ieri è entrato in vigore il Decreto Trasporti recante “disposizioni urgenti per la sicurezza e lo sviluppo delle Infrastrutture, dei trasporti e della mobilità sostenibile”, che prevede misure anche in materia di grandi eventi. Diverse le novità introdotte

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"Resta solo per gli affari correnti". Ma nel Decreto Trasporti il governo Draghi nasconde piani fino al 2025 e 700 assunzioni in due Ministeri | Rec News dir. Zaira Bartucca

Ieri è entrato in vigore il Decreto Trasporti recante “disposizioni urgenti per la sicurezza e lo sviluppo delle Infrastrutture, dei trasporti e della mobilità sostenibile”, che prevede misure anche in materia di grandi eventi. E’ il caso del Giubileo del 2025, di cui si sarebbe potuto occupare l’esecutivo che dovrebbe insediarsi tra qualche mese. Non si capisce, dunque, tutta questa “urgenza”. Il provvedimento è passato alla Camera con 259 voti favorevoli, 9 contrari e 18 astenuti.

Diverse le novità introdotte: dall’obbligo di aggiornamento del Piano morfologico e ambientale della Laguna di Venezia (in mancanza del quale scatta il commissariamento straordinario) agli accentramenti nelle mani di ANAS s.p.a., che potrà stipulare accordi con Ferrovie dello Stato anche per la gestione degli immobili e si occuperà delle autostrade A24 e A25 subentrando a Strada dei Parchi, il vecchio concessionario superato per “gravi inadempienze”, si legge nel decreto.

Ma l’aspetto interessante è che tra le multe aumentate per i mezzi pesanti che superano i carichi previsti e l’istituzione di un Tavolo presso il Ministero delle infrastrutture, il governo Draghi ha nascosto l’assunzione di “un contingente di 700 unità” di dipendenti a tempo indeterminato che andranno a ingrossare le fila del Ministero dell’Economia e delle Finanze e del Ministero dell’Interno per il biennio 2022-2023, anche attingendo alle vecchie graduatorie. Il personale andrà ad occupare gli uffici territoriali del governo e il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato.

Chissà che non possa rivelarsi una buona notizia per i deputati e senatori (in linea con le professionalità richieste, è chiaro) che saranno costretti a rimanere fuori dal Palazzi dopo il taglio dei parlamentari.

Rec News dir. Zaira Bartucca - recnews.it
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ECONOMIA

Beppe Grillo, Bill Gates, Agenda 2030 e il “cibo del futuro”

Insetti e cellule animali coltivate in laboratorio: sono le “ghiottonerie” che potrebbero riempire gli scaffali in un prossimo futuro. Come sarà segnalata la loro presenza ai consumatori? E che alternative avrà chi vorrà mantenere un’alimentazione tradizionale mentre un sofisticato progetto di ingegneria sociale mira a ridisegnare le abitudini di tutti?

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Beppe Grillo, Bill Gates, Agenda 2030 e il "cibo del futuro" | Rec News dir. Zaira Bartucca

Una volta si diceva che ai figli bisogna cercare di dare il meglio, oggi si pensa ad utilizzarli come cavie della “sostenibilità”. Ce lo chiede l’Europa, ce lo ordina l’ONU tramite il suo programma capillare Agenda 2030, ce lo impone la nostra classe dirigente. Sono da inquadrare in questo contesto le recenti esternazioni di Beppe Grillo, che ha elogiato la scelta dell’Università di Cardiff di fare un esperimento sugli alunni delle scuole elementari britanniche. Lo studio sui bambini dai cinque agli undici anni prevede la somministrazione di insetti quali surrogato dell’alimentazione tramite il preparato chiamato VeXo, pubblicizzato dal capo ufficioso del M5S con tanto di rimando al sito ufficiale.

“I bambini – assicura Grillo – impareranno così i benefici nutrizionali e ambientali del consumo di insetti, come grilli, cavallette, bachi da seta, locuste e vermi della farina”. Nomen Omen, verrebbe da dire. Il pretesto è che il consumo di animali che saltano ovunque e strisciano – con tutti i limiti igienico-sanitari connessi – in linea teorica “potrebbe – dice il comico – contribuire a ridurre i 64 milioni di tonnellate di anidride carbonica emesse ogni anno dalla produzione e dal consumo di prodotti a base di carne”. Ma che dire dell’impatto di determinate fabbriche o dei termovalorizzatori? Davvero il problema è sostituire la bistecca con i vermi, o c’è dell’altro?

Un sofisticato progetto di ingegneria sociale mascherato da buone intenzioni

A ben guardare, determinate idee e scelte economico-sociali si collocano sotto l’ombrello dell’Agenda 2030, un sofisticato e capillare progetto di ingegneria sociale concepito fin dagli anni ’90 dai gruppi di pressione, e sottoscritto solo nel 2015 da 193 Paesi membri dell’ONU (tra cui l’Italia). L’alimentazione in questo contesto ha ruolo preponderante, tanto che si trova al punto 2. I suoi promotori vorrebbero cambiare il modo di coltivare, i tipi di allevamento e conseguentemente il modo di nutrirsi delle popolazioni interessate. Ufficialmente, per giungere all’obiettivo “fame zero” nel mondo nel giro di meno di un decennio. Eppure non tutti i Paesi aderiscono al progetto. Le parole d’ordine sono “agricoltura smart” o “agricoltura 4.0” (in Italia capofila è l’Enel), sostituti della carne (insetti o preparati sintetici che derivano dalla coltivazione cellulare di tessuti animali), integratori alimentari. I propositi sembrano buoni, ma gli interrogativi sulle reali ricadute e le zone d’ombra rimangono tanti.

Cancellati allevatori ed agricoltori medi e piccoli: il regalo dell’ONU alle multinazionali

Nei fatti, per esempio, la digitalizzazione forzata dei meccanismi di produzione agricola (con l’ausilio della tecnologia di quinta generazione, il 5G), lasceranno indietro tutti i piccoli produttori che non potranno adeguarsi, e che già scontano le politiche vessatorie di un’unione europea che obbliga a lasciare porzioni considerevoli di terra incolta. Come verranno reimpiegati questi soggetti nel prossimo futuro? All’orizzonte non c’è notizia di politiche attive a favore del loro ricollocamento, soprattutto in una società incentrata sull’idea del telelavoro (l’ormai noto smartworking) che già fatica a trovare la quadra sul salario minimo.

Se, insomma, da un lato la propaganda ambientale sulla “sostenibilità” fa pensare ai meno attenti che ci sarà tanto per tutti, nei fatti il livellamento sociale ed economico di stampo quasi maoista o stalinista lascerà perire i piccoli produttori, che con il lavoro messo in sordina si troveranno a scontare – paradossalmente – proprio quella fame che l’ONU dice di voler scongiurare. E l’acqua, bene primario per ogni coltivatore? Un po’ ovunque si va nella direzione della sua privatizzazione, con il rischio che ne venga controllata la somministrazione (magari grazie all’idea che scarseggia e che lo si fa in nome dell’ambiente) e che venga sottratta a determinate fasce sociali o categorie. Sono solo alcune delle tante incoerenze che riguardano l’applicazione dell’Agenda.

Mentre l’agricoltura (europea) cambia, la Cina fa shopping sui terreni esteri e i governi inaugurano la stagione delle requisizioni

Il futuro possibile è raccontato in un documentario di Deloitte (“Presto sarà domani”, con Riccardo Scamarcio e Carolina Crescentini), dove si vede un fruttivendolo coltivare erbette e bacche (poco altro) in sofisticate teche digitali che simulano la luce solare e il calore. Viene spontaneo domandarsi, a questo punto, cosa succederà ai terreni che potrebbero rimanere incolti e perché, mentre l’Ue fa proprie le politiche imposte dall’ONU, le multinazionali e Stati come la Cina continuano ad acquisire fette sempre maggiori di terreni in giro per il mondo. Non solo: molti Stati negli ultimi anni hanno ripreso a varare leggi sulle requisizioni, ufficialmente per scopi sanitari o di utilità sociale. E’ successo nell’era covid nella Spagna di Sanchez e in Italia con il decreto Cura Italia varato dal governo Conte. “Con la crisi sta avvenendo un passaggio di ricchezza dalle classi povere alle altre”, ha detto Draghi negli scorsi giorni. Con la scusa delle ristrettezze, della sostenibilità e della tutela della salute, è possibile che in un futuro non molto lontano i beni mobili ed immobili passeranno dai legittimi proprietari a governi pronti a svenderle per far quadrare i bilanci, tanto nel frattempo si sarà imposte le mode – anche queste in Agenda – della co-abitazione, del co-sharing, del co-working.

L’ipocrisia sul “benessere animale”: spariscono gli allevamenti intensivi, rimangono caccia, pellicce ed esperimenti

Il piano di contrasto ai sistemi di produzione per come li conosciamo, poi, farebbe sparire gli allevamenti. Quelli intensivi spesso costringono gli animali a stare in spazi ristretti e poco igienici, è vero, ma quello che è strano è che l’ONU colpisce le filiere della carne ma parallelamente continua a non mettere alcun freno a pratiche ben più lesive del benessere animale come la caccia di animali selvatici (volpi e specie protette di volatili, per esempio), e l’utilizzo di animali per pelli e pellicce o per esperimenti di laboratorio e test cosmetici.

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La multinazionale della carne sintetica di Bill Gates e Richard Branson

Il caso vuole, poi – perché è chiaro che, come per il covid, si tratti di una coincidenza – che a essere in prima fila nella produzione di carne sintetica da laboratorio in sostituzione di quella naturale ci siano Bill Gates e Richard Branson della Virgin. Nel 2017 i due hanno annunciato un maxi-finanziamento verso Memphis Meat, all’epoca startup di stanza nella Silicon Valley che già si preparava al salto di qualità, forte di mutamenti annunciati. La presenza del magnate della bio-tecnologia e di quello dello spazio e una cordata capeggiata da Google Ventures, Cargill e Khosla Ventures le ha permesso di contare su un’investimento iniziale di 22 milioni di dollari. Il coinvolgimento di uno dei paperoni che hanno fatto affari d’oro col covid, tuttavia, non deve aver generato troppo entusiasmo, visto che nel giro di qualche anno il colosso delle cellule da laboratorio trasformate in hamburger e in polpette ha cambiato nome in Upside Food.

Suo concorrente per l’area asiatica è Eat Just, il cui nome ricorda quello della multinazionale delle consegne a domicilio. La tecnologia che sfruttano si chiama cell-based, e prevede la modifica e la coltivazione di cellule, in questo caso animali. Non si sa ancora quale impatto possa avere sull’organismo umano e sullo stesso DNA un’alimentazione di questo tipo, visto che molti governi negli anni hanno espresso forti riserve e posto limiti vistosi all’utilizzo di OGM (organismi geneticamente modificati) considerati dannosi. Altri dubbi nascono sull’etichettatura dei prodotti, perché mentre ci si concentra sul Nutriscore, non si sa in che modo verrà segnalata la presenza di carne sintetica o di insetti negli alimenti, e in che modo il consumatore che non intende assumerli possa essere tutelato.

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ECONOMIA

Bilderberg, i partecipanti italiani e di cosa si è discusso

Si è tenuta a Washington la riunione annuale del Bilderberg, ritornata dopo due anni di assenza causa covid. In questa edizione è stata rafforzata la presenza ucraina

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Bilderberg, chi sono i partecipanti italiani e di cosa si sta discutendo
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Si è tenuta a Washington la riunione 2022 del Bilderberg, ritornata dopo due anni di assenza causa covid. Il meeting riunisce politici, industriali, rappresentanti di organismi, docenti universitari e rappresentanti di governo. Per alcuni si tratta di un gruppo di pressione che organizza i punti in agenda su scala globale, per altri un’occasione di confrontarsi a nome proprio e non del proprio ruolo. Quel che è certo, è che la riunione avviene al riparo da occhi indiscreti, senza che si possa conoscere il contenuto degli interventi.

I partecipanti italiani

Quest’anno i partecipanti italiani sono stati due: il riconfermato Stefano Feltri (direttore de Il Domani) e Francesco Starace (Amministratore delegato di Enel S.p.a). Nelle precedenti edizioni hanno partecipato, tra gli altri, Lilli Gruber, Mario Monti, Matteo Renzi. Per quanto riguarda le partecipazioni internazionali, scorrendo la lista completa del 2022 saltano all’occhio i nomi di Audrey Azoulay (direttore generale Unesco), Albert Bourla (Ceo di Pfizer), José Manuela Barroso (Goldman Sachs International), William J.Burns (direttore della CIA), il solito Henry Kissinger, Yann LeCun (vicepresidente di Facebook), Charles Michel (presidente del consiglio europeo), Eric E. Schmidt (Former CEO and Chairman, Google), Kevin Scott (Microsoft Corporation) e Jens Stoltenbergs (segretario generale della NATO).

Rafforzate le presenze ucraine

Quest’anno è stata inoltre – prevedibilmente – rafforzata la componente ucraina, con la partecipazione dell’ambasciatrice in America Oksana Markarowa e con il rappresentante dei magnati del gas Yuriy Vitrenko (Naftogaz). Non deve stupire, visto che il Bilderberg è stato creato nel 1954 in chiave anti-russa (all’epoca anti-URSS), su impulso della CIA e a sostegno dell’attività della NATO.

I punti in Agenda

Quest’anno i punti all’ordine del giorno sono stati 14 e piuttosto impegnativi per esponenti che partecipano “a titolo personale”: riallineamenti geopolitici, sfide della NATO, Cina, riallineamenti indo-pacifici, competizione tecnologica tra Cina e Stati Uniti, Russia, Economia e continuità di governo, Interruzione del sistema finanziario globale, disinformazione, Energia sicurezza e sostenibilità, Salute post-pandemica, frammentazione delle società democratiche, commercio e deglobalizzazione, Ucraina.

Aspetti controversi

Il Club Bilderberg è stato fondato su impulso della CIA, ma anche per iniziativa diretta del banchiere David Rockfeller, che ha fondato anche la Commissione Trilaterale, altro gruppo di potere dove siedono 300 rappresentanti influenti che portano avanti gli obiettivi del “gruppo di studio”.

C’è chi considera “prestigiose” questo tipo di riunioni, e anche chi le ha criticate aspramente. E’ il caso del magistrato Ferdinando Imposimato, che definì il gruppo Bilderberg come “uno dei responsabili della strategia della tensione e quindi anche delle stragi” che hanno toccato anche l’Italia.

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