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A Brescia c’è attesa per il seminario “Luce. Percezione e tecnologia” che si terrà l’11 febbraio alle 15.45 presso la sala conferenze dell’Oappc della Provincia, in via San Martino Battaglia 18. All’incontro prenderà infatti parte Jacopo Acciaro, architetto milanese fondatore di Voltaire Lighting Design, senza contare la possibilità di visitare le suggestive installazioni luminose del Festival Nazionale Cdneon 2019 (dall’8 al 16 febbraio).

“l’Oappc – fanno sapere dall’Ordine degli Architetti – riafferma quindi il dialogo con le attività del territorio, organizzando un incontro formativo presso la propria sede e connettendo le tematiche professionali più urgenti alle attività che si svolgono in città. La relazione dell’Architetto Acciaro esplorerà il tema della luce nella creazione di un ambiente e di un clima appropriato, all’interno di un processo di progettazione integrata e multidisciplinare, per comprendere come la luce stessa possa modificare la percezione delle architetture e dello spazio che ci circondano nella quotidianità, grazie anche all’avvento delle nuove tecnologie”.

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L’iniziativa è valida ai fini dell’aggiornamento professionale degli iscritti all’Ordine degli Architetti PPC (due crediti per la formazione professionale per il momento in aula, un credito per la visita, cui può accedere un massimo di settanta iscritti). Le iscrizioni andranno effettuate presso il portale im@teria. Tutte le info presso l’Ordine degli architetti.

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ARTE & CULTURA

Infrangere lo spazio pittorico e “innestare” le opere. A Udine il dialogo di Ghezzi con la natura

L’artista nella sua opera tesse un dialogo costante tra uomo e natura. La sua ricerca consiste nel posizionamento in luoghi naturali di tele su cui poi agiscono gli agenti atmosferici e gli organismi animali e vegetali. Il risultato finale sono campiture materiche che testimoniano la presenza di micromondi invisibili. Le sue residenze artistiche in Italia e in luoghi remoti del pianeta: dall’Alaska all’Islanda, dalla Patagonia alla Groenlandia

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Infrangere lo spazio pittorico e "innestare" le opere. A Udine il dialogo di Ghezzi con la natura | Rec News dir. Zaira Bartucca

BUTTRIO (UDINE) – Sarà visitabile fino all’11 settembre la mostra “Naturografie”, personale dell’artista Roberto Ghezzi. Immerso fra vigneti e i boschi del Collio friulano, Buttrio, con la sua settecentesca Villa di Toppo Florio, da questa estate è anche il palcoscenico naturale per l’installazione artistica “Innesti”, opera permanente che andrà ad arricchire il museo d’arte contemporanea a cielo aperto.

L’artista

Roberto Ghezzi nella sua opera tesse un dialogo costante tra uomo e natura. La sua ricerca consiste nel posizionamento in luoghi naturali di tele su cui poi agiscono gli agenti atmosferici, gli organismi animali e vegetali. Il risultato finale sono campiture materiche che testimoniano la presenza di invisibili micromondi naturali. L’artista è stato protagonista di svariate residenze artistiche in Italia e in luoghi remoti del pianeta come l’Alaska, l’Islanda, la Norvegia e la Patagonia e, solo nelle scorse settimane, la Groenlandia.

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Infrangere lo spazio pittorico e "innestare" le opere. A Udine il dialogo di Ghezzi con la natura | Rec News dir. Zaira Bartucca
Se la tela si “innesta” nell’ambiente

Ghezzi infrange inoltre il concetto di spazio pittorico con una singolare rivisitazione dei caposaldi della Land Art. Le tele da lui preparate installate su appositi supporti vengono letteralmente “piantate” in verticale a terra, come piccoli alberi, e lasciate lì per un intero anno nel terreno per completare la reazione con l’habitat nel quale sono immerse. Come gli alberi, anche l’opera “Innesti” avrà un suo sviluppo nel corso del succedersi delle stagioni: muteranno sia sotto il suolo, nella parte invisibile, che nella parte aerea, interagendo con ciò che le circonda. Da questa installazione, tra un anno, l’artista preleverà un’unica tela che diverrà l’opera permanente del museo a cielo aperto.

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ARTE & CULTURA

A Bolzano sette nuove installazioni di Land Art

L’acquisizione di 7 nuove sculture, itinerari guidati da esperti d’arte e di escursionismo, un programma di concerti e proiezioni: queste le novità dell’estate 2022 in Val dl’Ert – il parco d’arte che raccoglie la collezione permanente della biennale SMACH

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A Bolzano sette nuove installazioni di Land Art | Rec News dir. Zaira Bartucca - recnews.it
Andrea Salvetti, "Corno" - installazione ambientale. Foto di Gustav Willeit

Per l’estate 2022 la Val dl’Ert, il parco di sculture open air che raccoglie la collezione permanente della Biennale SMACH, ha in serbo diverse novità. A cominciare dalle ultime opere acquisite e allocate nella loro nuova dimora. Sono in tutto sette e fanno arrivare la collezione a 23 opere in totale. Ma per gli appassionati di arte e vita all’aria aperta c’è anche un altro motivo per visitare la Val dl’Ert: le visite guidate organizzate ogni venerdì fino al 28 ottobre.

A Bolzano sette nuove installazioni di Land Art | Rec News dir. Zaira Bartucca

Accompagnati da esperti di arte e di trekking, nel parco che offre un modo originale per godersi la montagna estiva e per dedicarsi a percorsi poco affollati che regalano la sorpresa di opere perfettamente inserite nel contesto naturale in cui sono ospitate. E poi c’è il calendario degli appuntamenti, tra concerti e proiezioni: per il 17 luglio è previsto il concerto “The Queen’s Favourites”, tenuto alle 17 dall’ensemble di fiati La Petite Écurie, diretto dal musicista e compositore Philipp Lamprecht; il 5 agosto è in programma alle ore 21 la proiezione de “Il senso della bellezza: arte e scienza al CERN“; infine, il 21 agosto alle ore 17 la Val Badia Orchestra, diretta di Bruno Rives che eseguirà un repertorio eterogeneo di brani classici e contemporanei e la prima assoluta di “Vaia“.

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A Bolzano sette nuove installazioni di Land Art | Rec News dir. Zaira Bartucca

Oltre alle sculture, all’interno del parco è disponibile una minuscola ma ben fornita biblioteca immersa nella natura (in alto), che permette di consultare libri scelti e messi nelle disponibilità dei visitatori. Eccezion fatta per le visite guidate, il parco è sempre aperto – 24h su 24h, 7 giorni su 7 – con ingresso libero e gratuito. Lo scopo della Val dl’Ert è far sì che i visitatori, lontano dai sentieri turistici iper-affollati, instaurino un rapporto diretto con la natura, anche per scoprire la storia di questi luoghi.

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ARTE & CULTURA

I “misteri della Puglia” offerti al pubblico parigino

La mostra aperta fino al 28 settembre percorre le bellezze della regione, dal IV secolo ai giorni nostri

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I "misteri della Puglia" offerti al pubblico parigino | Rec News dir. Zaira Bartucca

E’ stata inaugurata lo scorso 5 luglio e resterà aperta al pubblico fino al prossimo 28 settembre la mostra Apulia. Mystères des Pouilles entre terre, pierres et mer ospitata dall’Istituto Italiano di Cultura a Parigi. L’esposizione contiene reperti esposti per la prima volta che raccontano la storia e i misteri di questa regione del Sud.

Si comincia da una sezione archeologica (IV-III secolo a.C.) che mostra l’estrema raffinatezza delle antiche civiltà autoctone, l’arte di dipingere la ceramica e di modellarla in figurine plastiche e iconiche, tecniche che raggiunsero l’apice in questo periodo. Si prosegue con la sezione medievale (VIII-XIII secolo) che espone un’installazione video sui villaggi e chiese rupestri.

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Sul prato del giardino dell’Istituto, poi, un “Maestro parietaro” costruirà un “muro a secco”, ad immagine dei muretti in pietra che si snodano tra gli ulivi millenari e segnano il paesaggio pugliese, richiamando antiche tecniche costruttive ancora oggi utilizzate per i Trulli. Il percorso si conclude con un’esposizione di artisti contemporanei.

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