Sette motivi per cui Maduro può (e deve) governare

Come si elegge (e destituisce) il presidente in Venezuela? Guaidò ha giurato come “incaricato” mentre il mandato di Maduro era in corso. Ma cosa dice la Costituzione bolivariana in merito a un passaggio del genere?

Per chi si immagina una Costituzione all’acqua di rose bisogna chiarire una cosa: la Carta del Venezuela (del dicembre del 1999) è, al pari di quella italiana, di stampo liberale. Alla stregua di tutte Costituzioni moderne, fa propri i diritti umani e civili. In questi giorni quanto in essa contenuto torna, in tempi di Guaidò-pensiero, di nuovo attuale. Viene, cioè, da domandarsi se ci sia del legittimo nell’azione dell’auto-proclamato “governo” del giovane oppositore di Maduro o se, invece, quest’ultimo sia nel pieno possesso del proprio mandato.


La Costituzione venezuelana parla del Presidente, dell’eventuale sua destituzione, dell’elezione e delle attribuzioni a partire dal Capo II, dove è normato il Potere esecutivo nazionale. Gli articoli che trattano la materia in questione sono quelli che vanno dal 225 al 237. Guaidò si sarebbe in pratica appellato all’articolo 233, che recita quanto segue:


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“Sono difetti assoluti del Presidente o della Presidentessa della Repubblica: le sue dimissioni o il suo licenziamento con sentenza della Corte Suprema di Giustizia, l’invalidità fisica o mentale permanente certificata da una commissione medica designata dalla Corte Suprema di Giustizia e con l’approvazione Dell’Assemblea Nazionale, l’abbandono dell’ufficio dichiarato come tale Dall’Assemblea nazionale, così come la revoca popolare del suo mandato. Quando vi è una mancanza assoluta del presidente eletto o della presidentessa eletta di assumere la carica, si procederà ad una nuova elezione universale, diretta e segreta entro i trenta giorni consecutivi successivi. Se il nuovo presidente o la nuova presidentessa viene eletto e assunto mentre è in carica il Presidente, è responsabile della Presidenza della Repubblica il Presidente dell’Assemblea nazionale. Se l’assenza assoluta del Presidente della Repubblica si verifica durante i primi quattro anni del periodo costituzionale, si terrà una nuova elezione universale, diretta e segreta nei successivi trenta giorni consecutivi. Mentre si sceglie il nuovo presidente o la nuova presidente, è responsabili della Presidenza della Repubblica il vicepresidente esecutivo. Nei casi di cui sopra, il nuovo presidente o presidentessa completeranno la legislatura costituzionale corrispondente. Se la mancanza assoluta si verifica durante gli ultimi due anni del periodo costituzionale, il vicepresidente esecutivo o la vicepresidentessa esecutiva assumeranno la Presidenza della Repubblica fino alla fine di quel periodo.


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Scarica il Testo Originale e completo della Costituzione del Venezuela


Entrando nel merito, l’auto-proclamato “governo” Guaidò, pur appellandosi all’articolo 233 non ne contempla nessuna delle casistiche e in particolare:
1) Non hanno avuto luogo le dimissioni di Maduro, che anzi si appella al suo diritto di poter concludere in maniera naturale il mandato.
2) Non è stata riscontrata da alcuna Commissione l’incapacità fisica o mentale di Maduro di portare a compimento il proprio mandato.
3) Non è avvenuta una destituzione ufficiale con sentenza della Corte Suprema di Giustizia.
4) Maduro non ha abbandonato l’Ufficio.
5) Non sussistono “mancanze assolute” da parte del Presidente in carica e, pur riscontrandole, bisognerebbe procedere non ad una nomina ad interim, ma ad elezione diretta entro 30 giorni.
6) Solo nel caso in cui subentri un nuovo presidente in corso mandato, sarà responsabile in prima istanza il presidente dell’Assemblea nazionale, incarico attualmente ricoperto da Guaidò. Se non fosse che il nuovo presidente…coincide con lui.
7) Non c’è stata “assenza assoluta” da parte di Maduro.


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Di fronte a evidenze del genere sembrano contare poco, insomma, i rilievi dell’Unione europea e gli appelli di Mattarella e Mogherini. Quest’ultima ha, tra l’altro, fatto sapere che “l’Ue vuole nuove elezioni in Venezuela che siano conformi ai dettami costituzionali”. All’Europa ha risposto lo stesso Maduro nel corso di un’intervista rilasciata a Jordi Évole: “La politica internazionale – ha detto – non può basarsi su ultimatum. Perché l’Ue deve intromettersi nelle politiche del Paese? Perché l’Ue deve dire a un Paese che ha già fatto le elezioni presidenziali secondo Costituzione, leggi e istituzioni, che deve ripeterle? Perché non hanno vinto i loro alleati. Il Venezuela ha regole, Costituzione e un sistema elettorale”, ha concluso.


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