Becky e i “giornalisti” senza vergogna

Dal punto di vista della comunicazione la vicenda della povera Moses morta a San Ferdinando ha tre fasi: quella del silenzio, quella della manipolazione e infine quella dell’accaparramento coatto


Avevamo deciso di essere pacifici e di non intraprendere questa discussione. Alla quinta domanda che ci è giunta sull’argomento abbiamo pensato che forse era il caso di dirle, due parole. Ma serve un piccolo preambolo. Non siamo nuovi ai plagi. Quello di Francesco Storace su un articolo di Mimmo Lucano fino a questo momento era stato il più clamoroso a noi noto. Adesso una “televisione crossmediale” ha anche superato il politico “giornalista”.
L’emittente con la nostra esclusiva su Becky Moses non solo ci ha confezionato un articolo copiando perfino il titolo, ma – come gli studenti delle barzellette che mettono sul loro elaborato il nome del compagno di banco – ha ricalcato perfino il disclaimer dove invitavamo i gentili colleghi a spremere le meningi anziché lavorare a forza di pollici e indici. Non pago, un tale Pino Gagliano con l’articolo ci ha fatto anche un servizio.

Certo, capita a tutti di leggere notizie fabbricate all’esterno della propria testata e di scoprire che sono inedite o trovarle interessanti e ben fatte. A noi è capitato proprio ieri con un articolo del Corriere del Ticino. Abbiamo ripreso collateralmente la notizia e l’abbiamo impostata con altri criteri, ma citando debitamente la fonte. Se riprendiamo un’agenzia quasi integralmente, in basso specifichiamo da dove viene. Telemia e Pino Gagliano, avrebbero potuto fare altrettanto. Non l’hanno fatto e non cade il mondo, però vorremmo sottolineare sommessamente che scriviamo per i lettori, non per fare un regalo a chi vuole dare (senza, per giunta, riuscirci) l’impressione di fare tanto, ma con troppo poco.











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Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.