Strada accidentata per il governo che chiude alla Russia

La presa di posizione inaspettata di Matteo Salvini in visita ad Israele prima. L’annuncio di Conte del rinnovo delle sanzioni fatto da Bruxelles poi. Così l’esecutivo gela Mosca, che intanto prepara l’offensiva siriana

Nella collezione di inciampi del pur promettente governo Conte – nato sotto un astro fortunato ma che forse sarà ricordato come il tonfo politico più sonoro della storia repubblicana – non ci sono solo le posizioni sugli accordi di Parigi sul clima e sul Global Compact e le incoerenze manifeste dei salviniani. Troppo spesso vengono tralasciati – o sottovalutati – i rapporti con il Cremlino di Vladimir Putin e con il suo secondo, Sergey Lavrov. Segnali di apertura e distensione, purtroppo disattesi, erano giunti con l’annuncio di non rinnovare le sanzioni a Mosca, poi traditi dalle dichiarazioni dello stesso Conte giunte da Bruxelles (e già il luogo è di per sé significativo).


Per capire l’importanza della decisione italiana, bisogna comprendere che il suo voto di Stato membro dell’Ue potrebbe, detto a grandi linee, far propendere la situazione in un senso piuttosto che in un altro. Potrebbe, cioè, costringere Putin a scelte di chiusura nei confronti dell’Italia (che nel momento in cui si gioca il rush finale e più delicato della Tap, il gasdotto trans-adriatico, non sarebbero facilmente gestibili) oppure aprire la possibilità di salutare Mosca come un nuovo (oltre che ovvio) partner commerciale. Se il titolare del Mise Luigi Di Maio ha finora guardato alla Cina, se più esponenti del governo si sono lanciati in spedizioni in Qatar, dovrebbero pur sapere che tutta la partita del blocco commerciale asiatico è proprio in Russia che si gioca.


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Lo stesso atteggiamento del ministro dell’Interno Salvini, poi, non aiuta a raffreddare i toni. Anzi. Basta ricordare l’uscita di qualche giorno fa del titolare del Viminale in visita a Israele sugli Hezbollah, che pure hanno avuto un ruolo di rilievo in ambito siriano. Giorni dopo la visita e la stretta di non meglio chiariti accordi con Netanyahu, inoltre, Israele ha avviato un’operazione di attacco a ridosso di uno dei tunnel degli Hezbollah.


Nonostante una delegazione israeliana sia corsa a gambe levate una settimana fa a spiegare la scelta e a tentare di stendere una coperta fin troppo corta dopo l’abbattimento di un aereo spia e l’uccisione di 15 tecnici, Putin ha annunciato che non esiterà a far colpire tramite l’azione siriana obiettivi israeliani, laddove le attenzioni di questi ultimi si concentrassero su Damasco o tentassero di sorvolarne le aree limitrofe. Perché l’imperativo, in politica come in diplomazia, è quello di non svegliare il can che dorme, tanto più, di non punzecchiarlo senza motivo.


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Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.