Global for Refugees, la (pacifica) arma di distrazione di massa

Ecco spiegato cosa rappresenta davvero il testo approvato ieri dalle Nazioni Unite. Similitudini e differenze rispetto al Global Compact, che sarà ratificato il 19 dicembre

Non bastavano le incoerenze legate al Global Compact sui migranti (nella foto: presenza globale di rifugiati per il 2017). Nella giornata di ieri, saltando ogni sorta di annuncio ufficiale, al vaglio delle Nazioni Unite sarebbe passato un altro testo, quello del Global Compact for refugees (qui il testo integrale). Il documento era stato ufficializzato già a gennaio, ma solo ieri sarebbe stato licenziato. Un passo ovvio, visto che l’Onu si prepara, nella giornata di domani, alla ratifica definitiva, alla presenza dei paesi aderenti e degli altri – come l’Italia finora in bilico – che potrebbero aggiungersi.


Il testo altro non è che una dichiarazione programmatica del Global Compact. Ne fa suoi, in maniera più sintetica, punti e principi. Si può dire a tutti gli effetti, come sintetizzato da Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia, che ne sia “il preludio”. Eppure diversi esponenti del governo (compresi i leghisti di Salvini che si era dichiarato contrario nonostante il “conflitto di interessi” di cui abbiamo dato sinteticamente conto) ne stanno in queste ore tessendo le lodi.


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Una posizione, quella del governo Conte, alquanto problematica, visto che al trattato (talmente vincolante da aver previsto delle “lettere d’impegnocome questa da quanti vi hanno aderito) hanno detto sì già 257 aziende italiane, alcune delle quali formalizzate il 13 dicembre, appena qualche giorno fa. Un modo come un altro per bypassare, comunque vada, la decisione parlamentare e il sentire popolare.


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