Se il mainstream vuole uccidere il Natale

L’Immacolata è già passata ma tante città non hanno ancora luminarie. La tv? Piatta. Per il tuo collega cinico “è un giorno uguale agli altri”. Vi insegno a riconoscere (e a stanare) i krumiri del Natale

Te li ricordi i dicembre sfarzosi, paesi e città che erano un tripudio folgorante di luci, i profumi tipici che ti facevano capire che (finalmente!) Natale era alle porte? Poi il presepe, i film per i piccoli e i giorni di festa passati in compagna della famiglia. Tutte cose che rimpiangi solo quando vanno via. O, meglio, quando tentano di togliertele. E in questo, purtroppo, c’entra anche la crisi. Quella che costringe le famiglie a stringere e a tagliare, manco a dirlo, proprio sul superfluo. Il Natale, però, si fa anche con poco. Ma di questo ne parliamo a breve. Comunque il clima, bellezza (non quello degli accordi truffa) è cambiato. Oggi ti segnalo quattro haters del Natale che piaceva a te da bambino o da bambina, e che piace o piacerebbe anche ai tuoi figli e nipoti se solo riuscissi a fargli capire cos’è davvero. Poi ti dò quattro consigli per alzare, nei loro riguardi, un bel dito medio e, se riesci a sopportarmi fino alla fine, chiudiamo in bellezza.


1. Gli attempati testimonial delle compagnie telefoniche tentano di martellarti con l’idea che “la gente vuole solo i regali”. Allora togliamo l’albero, spegniamo le luci e disintegriamo il concetto di Natale, giusto? Sbagliato.
Tip. Le grosse aziende fanno spesso il gioco della politica marcia. Se ti piacciono talmente tanto le festività natalizie da voler vivere in Lapponia, cambia gestore. Poi riempi casa di luci e addobbi e martella il sindaco perché faccia altrettanto.


2. Il Presepe è ipocrita/ Gesù era un migrante. Caro disadattato di turno, Cristo assieme alla Sacra Famiglia avrà vagato alla ricerca di un eremo sicuro, ma nel farlo non ha chiesto 35 euro a nessuno. Col Presepe i Cristiani ne celebrano la nascita e continueranno nonostante il mal di pancia di qualche poveraccio.
Tip 1 (per disadattati). I viaggi su Marte presto non saranno fantascienza. Là i Presepi che ti fanno tanto paura non ci sono. Trai da solo le debite conclusioni.
Tip 2 (per gente normale). Presepeeee! Se non l’hai mai fatto, comincia ora.


3. Il post-Spelacchio è post-apocalittico. Virginia, Virginia. Se quello è un albero di Natale io sono Batman. Seimila led e nemmeno un colore? E le proporzioni? Mah.
Tip. Dedicati agli addobbi domestici. Saranno sicuramente migliori di quelli che il sindaco di Roma ha fatto allestire per quest’anno. Meno male che si tratta della Capitale (lo vedi che tentano di screditare il Natale?)


4. Le città sembrano il Sahara. Manco na lucina. Come quelle che ci sono, a milioni, nel ricco Ghana. Segno che siamo più poveri noi che gli africani. Non allarmarti e leggi il quarto…
Tip. Organizza qualcosa. Con gli amici, con le associazioni, con dei comitati. Assicurati di avere i permessi necessari, poi contribuisci a rendere il tuo “habitat” un posto migliore. Addobbalo, cucinaci all’aperto le delizie natalizie, organizza feste per i più piccoli. Si sentirà subito lo spirito del Natale, e tu ne sarai senz’altro fiero e soddisfatto.


Che poi, sai, la verità sul Natale non si riduce a questo. La gente non “vuole solo i regali”. A conti fatti, si può fare a meno di tutto. Natale è soprattutto interiore, e ti arricchisce davvero solo se segui il mio ultimo…
Tip. Ok agli auguri, ai festeggiamenti, a tutto quello che abbiamo detto. Ma in un momento di crisi costruita che danneggia gli italiani, se puoi rendi speciale il tuo Natale aiutando qualcuno che ha davvero bisogno. A volte basta davvero poco. Non parlo dei messaggini del 455 che vanno alle banche o di chi ti chiede soldi con la scusa degli altri per utilizzarli, come Mimmo Lucano, per sé stesso. Sarà un Natale di estreme ristrettezze per tanti invisibili. Se riesci a scorgerli, un piatto caldo, una coperta o anche solo due chiacchiere e un sorriso renderanno il loro (ma anche il tuo) Natale davvero speciale. Alla faccia dei rosiconi.


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Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.