Distruggere la Cristianità in cinque passaggi

“Il Papa sta falciando comunità di suore come farebbe Juncker con le pinte di birra all’Oktoberfest, tanto che si è capito che non è l’incerto Salvini la vera ruspa”

Domenica molti vanno a messa, altri a passeggio, io scrivo per voi. Vi piacerebbe: mando i pezzi il venerdì e risolvo il problema. Il parallelismo però questa settimana mi ha suggerito una “guida” religiosa. Non mi è servito neppure scriverla, perché ci stanno implicitamente pensando Papa Francesco e l’Europa. La riflessione parte dal documento shock del sinodo sui giovani di quest’anno, dalle ultime dichiarazioni di Bergoglio e da due interessanti articoli pubblicati da Maurizio Blondet. Ecco allora, facile facile, come si possono distruggere le radici cristiane dell’Italia e di molti altri Paesi per favorire giudaismo e islamizzazione selvaggia.


1) Far stilare i documenti ufficiali a qualche gaio prezzolato che, forse per sbaglio, bazzica la Chiesa. E’ successo davvero. Tanto che nell’ultimo sinodo dei giovani è stato chiesto che la Chiesa si adegui ai tempi riconoscendo l’universo Lgbt. Il prefetto del Dicastero vaticano per la comunicazione Ruffini si è spinto oltre e, manco fosse Giuseppe Sala alla fermata di piazza Venezia, ha parlato di Gender.


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2) Metti la “modernista” tra le guardiane del silenzio. Ne ha dato conto Blondet in un interessante articolo. Il Papa sta falciando comunità di suore come farebbe Juncker con le pinte di birra all’Oktoberfest, tanto che si è capito che non è l’incerto Salvini la vera ruspa. A Bergoglio il silenzio sembra dare fastidio. Facile indovinarne i motivi: è argentino. Poi però quando si infastidisce per le preghiere definendole settarismi diventa lì lì un po’ preoccupante.


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3) Proprio sulle preghiere e sul Padre Nostro in particolare si è di recente concentrata l’azione del gesuita. Tolte le sottigliezze sintattiche che possono essere condivisibili o meno, lo butteremmo così: cominciamo col suggerire come pregare, (termini: fatto; a voce bassa o alta: fatto; luce spenta o accesa?), tanto apriamo ai vescovi cinesi e alla comunità ebraica. Almeno una volta che avremo finalmente detto pubblicamente che l’Ave Maria e il Gloria Pater sono vecchie come le fruitrici medie dei programmi della De Filippi rimarremo in buona compagnia.


4) Se pensate che quest’ultima considerazione sia eccessiva, leggetevi quest’altra chicca del Blondet. Parla di Paideia, una branca di un Fondo ebraico europeo con sede nello stato israeliano che si occupa di rafforzare le tradizioni ebraiche a svantaggio delle altre che non si sentono di fare del fanatismo una bandiera. Qualcuno sarà certamente più ravveduto di me, ma io ci vedo un leggero atteggiamento da scoppiati in chi si mette a venerare candelabri a sette punte. Poi però quelle che fanno “setta” sono le povere sorelle di clausura che stanno antipatiche al Papa. Mah.


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Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.