Salvini indagato, golpe dei magistrati?

Diciotti, un magistrato smonta le accuse di Patronaggio: “Non ci sono reati”. L’invito di Boldrini a bypassare le regole e il ruolo ignorato di Malta. Micheal Farrugia: “Non c’era pericolo e volevano sbarcare per forza in Italia”

La risoluzione del problema della nave Diciotti ha portato a Salvini un’indagine a suo carico. Vediamo in cinque punti perché sono insensati i reati contestati al ministro dell’Interno.


“Sequestro di persona e arresto illegale non possono stare insieme”

E’ quanto ha rilevato il magistrato in carica Alfredo Mantovani in un’intervista a firma di Andrea Zambrano rilasciata alla Nuova bussola quotidiana. “Il reato di arresto illegale lo fa il carabiniere o il poliziotto (quindi personale delle Forze dell’Ordine, ndr.) che, di fronte a una persona che commette il reato per cui non è previsto l’arresto, invece gli mette le manette. Però il carabiniere ha il potere di arrestare, solo che supera i propri limiti. Quindi: tutti e due i reati (l’altro è il sequestro di persona, ndr) non valgono insieme. O l’uno o l’altro”.


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Ricatto? No, appelli di Salvini e del Premier Conte all’Ue ignorati
Non è l’unico reato che Luigi Patronaggio addebbiterebbe al ministro degli Interni. Salvini avrebbe usato, a detto del magistrato con un passato da militante politico della sinistra, i migranti per costringere l’Unione europea a fare marcia indietro sulle politiche imposte da Bruxelles. Eppure gli appelli del mnistro e del Premier Conte prima di giungere all’affaire Diciotti erano stati reiterati e, in tutti i casi, senza risposte utili. Il primo aveva parlato di “misura colma”, il secondo della necessità di “ridiscutere trattati internazionali che non tengono conto della situazione italiana”. In altre parole, Ue e Ong erano consapevoli che la Diciotti non avrebbe avuto l’autorizzazione allo sbarco. L’equipaggio ha accettato senza problemi il diniego di Malta, per giungere, a sentire Farrugia,  a tutti i costi in Italia. Alle autorità maltesi, tuttavia, non sono state fatte rimostranze.


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Micheal Farrugia: “Diciotti ha rifiutato l’aiuto di Malta”
La nave Diciotti, prima di raggiungere le coste italiane, si trovava in acque maltesi. Proprio nei pressi dell’isola geograficamente vicina all’Africa e alla Sicilia si sono infatti svolte le prime operazioni di soccorso, con il riforfornenimento ai 190 di acqua, cibo e giubbotti di salvataggio. Tredici di loro sono sbarcati subito. Da quanto è noto, dal governo maltese sarebbe arrivato il “no” allo sbarco dei clandestini. Solo dopo è stata chiamata in causa l’Italia. A gettare un po’ di luce sulla vicenda ci sono inoltre le recenti esternazioni del ministro dell’Interno maltese Micheal Farrugia: “Non c’era nessuna situazione di pericolo – ha detto – e volevano sbarcare per forza in Italia”.


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“Se le regole Ue sono valide, in Italia si entra solo col permesso”
“Gli irregolari non hanno documenti, e allora come si fa a mandarli via? Quale Paese li accetterebbe?”. L’uscita infelice (dopo quella sulla colazione a bordo della nave) è dell’europeista convinta Laura Boldrini, che in una tv della Brianza ha messo in discussione gli stessi principi dell’Europa. A smontare la debole argomentazione ci aveva già pensato il magistrato Mantovano, che sempre alla Nuova BQ aveva detto: “Si entra in uno Stato europeo solo col permesso di soggiorno. Deroghe a questa regola sono appunto lo status di rifugiato e la richiesta di asilo. Niente altro”.


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Perché è stata Agrigento ad avviare l’indagine?
Non ci sono solo aspetti come questi ad aggravare la posizione del magistrato che ha messo in piedi l’inchiesta, ma anche la non competenza territoriale della Procura di Agrigento, dove la Diciotti non ha mai messo piede. Attraccata per breve tempo al piccolo porto di Lampedusa che sconta evidenti limiti strutturali, si era poi spostata a Catania, la cui Procura avrebbe dovuto – eventualmente – aprire il fascicolo. O Palermo (visto che ad essere indagato è un ministro), dove le carte sono giunte solo tre giorni fa.


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